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Presentazione libro su Lilio

Presentazione libro su Lilio

25 luglio 2010: Non è facile non farsi sopraffare dalle proprie emozioni in un giorno come questo in cui vedo finalmente dato alle stampe il libro su Lilio, cui ho consacrato dieci lunghi anni di silenzioso lavoro della mia vita.

Credetemi ho letto tutto quello che mi è stato possibile trovare, tutti libri essenziali che uno studioso serio deve leggere, coinvolgendo nell’esaltante avventura il dott. Vizza e amici e studiosi di molte città d’Italia. Ma l’emozione credo che non sia soltanto mia, oggi è una giornata memorabile anche per tutti i cittadini di Cirò che finalmente vedono festeggiato per come merita il figlio più illustre cui ha dato i natali questa nostra terra. Il compito è stato arduo e per comprenderlo bisogna tornare indietro nel tempo. Nei secoli passati, dal ‘500 all’800’, gli studiosi ammassavano insieme leggende, tradizioni, fantasiose ipotesi,  fonti di dubbia autenticità  per cui nelle loro opere confondono la verità  storica con la leggenda e non si trova una sola notizia che non abbia in un’altra la sua negazione, sempre riportata come verità assoluta.  Perciò lo storico oggi è costretto a rifare la storia, selezionare  poi quanto si è conservato,  in verità poco per la scarsa cura che i nostri vecchi ebbero di conservare le cose del passato, per violenza degli uomini e per eventi imprevedibili, come catastrofi naturali che ci hanno privato della conoscenza del passato e poi riscriverla.  Scrivere sulla vita e l’opera di Lilio, è stato ancora più arduo, questo è il più sofferto dei miei libri, anche perché non esiste un carteggio Lilio  che sarebbe stato prezioso perché da esso sarebbero emersi i rapporti umani, cenni sull’essenza della sua teoria, le circostanze  della sua vita, in poche parole la sua anima. La sua vita privata è uno dei ministeri meglio conservati nella storia del pensiero umano.  Motivi per cui molti storici  si sono diffidati a scrivere un libro  su questo felice ingegno che è stato espropriato di tutto, anche del suo nome : Luigi Lilio, Luigi Giglio, Luigi Gigli, Aloysius Lilius come amavano essere chiamati i dotti del tempo. Noi abbiamo avvertito questa tendenza e tentato di colmare una grave lacuna ponendo all’attenzione degli studiosi la figura di Lilio, e di precisare a chi vada il merito e la gloria della riforma del calendario gregoriano. Nel libro che è il risultato di diligenti e accurate  ricerche archivistiche, io e il dott. Vizza abbiamo provato  a dare risposte certe ai molti interrogativi.  Anche se ancora mancano molti anelli alla collana, crediamo che qualcosa di nuovo sia venuto fuori. E’ un primo tentativi riuscito, a nostro avviso, di fare non poca luce  per ampliare le conoscenze su questo personaggio oscuro e ignorato. Ci auguriamo pertanto che la nostra fatica possa riscuotere tanto successo e consenso di lettori. Prima di chiudere il mio dire, esprimo il mio più vivo apprezzamento all’Amministrazione comunale, guidata dall’avv. Mario Caruso, non solo per avere finanziato il libro ma soprattutto perché ha svolto un’ eccellente operazione di divulgazione culturale, di marketing, volta a catturare l’attenzione del mondo accademico e scientifico sulla figura di Lilio, non solo, e a sensibilizzare il mondo politico sul problema cultura. Jack Lang, il migliore ministro della cultura di François Mitterand, definì davanti all’Assemblea Nazionale la cultura: ” la Culture c’è la vie’ ”,ossia la cultura è la vita, ovvero tutto quanto l’uomo fa nell’universo è cultura. Il risultato fu che l’Assemblea gli assegnò un finanziamento il più alto che sia mai  assegnato alla cultura in Francia: sei miliardi di franchi. L’ anniversario dei 500 anni è una buona occasione perché il Presidente della Giunta Provinciale di Crotone, il Presidente della Giunta Regionale Calabrese, il Ministro dei Beni Culturali, dopo un lungo oblio colpevole, capiscano come Lang, che noi calabresi, noi Italiani, tutti facciamo parte dell’equipaggio della stessa nave, che dobbiamo riappropriarci della nostra storia e recuperare la  nostra identità culturale. Chiudo il mio dire ringraziando il dott. Laruffa che ebbi modo di conoscere nel 1966 a Crotone, alla presentazione del libro” Il sovrano Ordine militare di Malta e la Calabria” scritto dal compianto don Gustavo Valente, uno storico molto letto e premiato, per la felice e pregevole veste tipografica del libro che è il meglio che un lettore esigente possa desiderare.  A voi tutti un ringraziamento di cuore per averci confortato con la vostra presenza.

Egidio Mezzi