San Nicodemo

Osservazioni: Post del 15 Dicembre 2023/ Atto notaio Giuseppe Fortuna

Osservazioni: Post del 15 Dicembre 2023/ Atto notaio Giuseppe Fortuna
 
“Informare l’opinione pubblica è un dovere, informare l'opinione pubblica con notizie tendenziose, atte a turbare la conoscenza, e la civile convivenza, è un crimine. Ma che cosa significa "Notizie tendenziose"? Sono tali le notizie che contribuiscono a formare una falsa rappresentazione della realtà, e quindi inducono in errore chi le apprenda. (Cf. Diz. Giuridico Brocardi).
Esordisce così la Professoressa Carnea sul suo profilo Facebook con riferimento alla divulgazione da parte di un noto studioso, dell’atto del notaio Giuseppe Fortuna del 14 gennaio 1696 riguardante la donazione delle “Sante Reliquie” di San Nicodemo da parte del Principe Carlo Francesco Spinelli al su Feudo.
Post che condivido sia nella citazione iniziale sia per quanto riguarda tutto il resto, e condividendo tutto il contenuto non posso fare a meno di aggiungere alcune personali osservazioni e chiarirne i motivi.
L’atto, come si può notare, viene pubblicato con un semplice commento di ringraziamento all’Archivio Storico Crotonese, da parte dello studioso che l’ha divulgato, in particolare ad Andrea Pesavento, facendolo apparire come novità e lasciando ai visitatori la lettura e la interpretazione del contenuto.
La pubblicazione ha destato molta curiosità ed ammirazione espresse in ringraziamenti e plauso per l’autore della scoperta che come sempre riesce con mosse ad effetto a sorprendere le persone buone di animo, quasi commoventi nella loro ingenuità.
Chi è interessato alla storia del territorio dove vive ed in particolare alla vita dei personaggi illustri a cui il territorio ha dato i natali non aveva certamente bisogno di questa fantastica rappresentazione per sapere che il documento presentato, come nuova scoperta, è disponibile da tempo immemore sul sito “Archivio Storico Crotonese”, al quale chiunque interessato a fatti storici del territorio crotonese può fare riferimento liberamente.
Ma lo studioso e i suoi fedeli sostenitori, così come troppo spesso accade, lo presentano al pubblico con fare teatrale dal quale se ne può intuire la volontà ingannevole:
 Ecco! Questo è un atto notarile, quindi atto storico, che riguarda San Nicodemo, leggetelo e fatemi sapere!
(Questa è la mia personale interpretazione che, sono certo, corrisponde al cento per cento alle intenzioni del divulgatore)
 
La richiesta, apparentemente irreprensibile sotto l’aspetto etico (fatemi sapere), è tuttavia rivolta a persone che si interessano solo marginalmente della storia del Santo, e delle quali lo studioso già conosce la posizione sull’argomento (da qui l’apparenza). Così queste persone, mosse da sentimenti campanilistici e religiosi, non troveranno che conferme alle loro credenze, avallate e sottointese da tanto sapere, che il Santo è nativo di Cirò con tanto di atto che ne certifica la verità.
Lo scopo è raggiunto. Basta leggere i commenti.
I followers rispondono con commenti di gratitudine per il contributo di conoscenza offerto, ignari di quanto già dibattuto su quell’atto in altre e più opportune sedi; atto che per quanto importante, fonda le sue verità su premesse errate, ovvero sulla già allora errata (o non provata) credenza che San Nicodemo fosse nativo di Cirò; credenza generata da Apollinare Agresta con il suo libro del 1677 che oltre ad affermarlo non ne supporta affatto l’aspetto veritativo.
Ciò che invece sfugge a tali followers, soddisfatti di vedere così colmate le loro lacune di conoscenze, è come mai un atto conosciuto da decenni viene solo ora divulgato (sarebbe più opportuno dire portato alla loro conoscenza) da uno studioso che da tempo si prodiga sulla scena culturale cirotana riguardo i personaggi illustri del nostro paese (attività questa apprezzabile), ma che tuttavia si prodiga con ogni mezzo di presentare qualunque pensiero contrario al suo illuminato convincimento, come non degno di ribalta.
Lo studioso conosce, sicuramente, quanto pubblicato dalla Prof. Carnea sul Santo, perciò sarebbe stato interessante leggere una sua personale disamina del documento, che avrebbe sicuramente aggiunto ulteriore conoscenza a quel poco o molto che la Carnea ha fatto analizzandolo e confutandolo pubblicamente con scritti e pubblicazioni librarie, ma niente …. Forse, a modo di citazioni accademiche, pensa che per Cirò e i cirotani bastino i like …..
Così detto studioso non si è minimamente sognato di aggiungere una sola parola nel merito del contenuto del documento, ritenendola probabilmente superflua per il suo pubblico adorante; ignorando tuttavia di proposito di far sapere che, per quanto riguarda il luogo di nascita di San Nicodemo, esistono opinioni diverse, tra cui le ultime più recenti, quelle della citata professoressa rese pubbliche a seguito di ricerche archivistiche approfondite, documentate e divulgate.
Forse non poteva farlo per il timore di trovarsi immischiato in argomentazioni di un livello leggermente superiore di quello rinvenibile mediamente nei commenti e nei post, e che difficilmente avrebbe potuto confutare con un “fate voi”.
La cosa potrebbe non rivestire per me tutta questa importanza, ritenendo che a qualificare le persone non siano i titoli ma i loro comportamenti, tuttavia me ne interesso perché tra i simpatizzanti del suddetto, riconosco dei nomi amici. Conoscendoli, penso che i ringraziamenti espressi siano un tributo di gratitudine e riconoscenza, non per quanto subdolamente presentato dallo studioso con la pubblicazione di un documento lasciato intendere come “novità” originale quando invece più che conosciuto e già commentato dagli addetti ai lavori, ma, più in generale, per l’opera di assidua divulgazione che lo studioso, molto sapientemente e abilmente, da molto tempo fa per lo sviluppo del territorio. Se così è, mi associo anch’io ai complimenti, dicendo grazie per questa sua meritoria opera pubblicitaria.
D’altra parte Cirò da sempre è stato un paese che non ha saputo utilizzare, sottovalutandole ed emarginandole, quelle risorse umane di alta professionalità di cui disponeva e dispone. (Mi riferisco a quei giovani e meno giovani che hanno completato i loro studi universitari con tesi di laurea sul territorio e sui personaggi illustri a cui il territorio ha dato i natali)
Molto spesso invece è stato in grado di esaltare altre persone che, sicuramente dotate ….diciamo…..di “senso pratico delle cose” e “ intelligenza speculativa” ……… sono state capaci di andare a riempire quegli spazi lasciati vuoti da studiosi che, meno dotati in questo senso, hanno dedicato la laro vita allo studio, e non hanno saputo intravedere, nel fare cultura, un ritorno di benefici personali.
 Ai miei amici comunque, che sono certo hanno plaudito la pubblicazione dell’atto solo per affetto verso il divulgatore e non già per la novità del documento, mi permetto di consigliare, se non fatto, la lettura dell’art.  ” San Nicodemo da Sikros e l’indotta questione socio – politica avversa alla verità storica” e il libro “San Nicodemo da Sikros - Monaco eremita del Kellerana” della Dott.ssa Carnea; avranno sicuramente elementi in più per un giudizio sereno anche su questa questione che con il passare del tempo va assumendo  i caratteri di una nuova antipatica diatriba.
Approfitto dell’occasione per ringraziare pubblicamente gli autori dell’Archivio Storico Crotonese, un sito privato che raccoglie un numero considerevole di ricerche riguardanti il territorio del crotonese, che tutti gli studiosi e le persone interessate alla storia del loro paese possono liberamente consultare sicuri di trovare documenti di grande interesse, nelle persone di Andrea Pesavento e Pino Rende, instancabili ricercatori di documenti archivistici.
Grazie, mille volte grazie.
31 Dicembre 2023